Transfusioni #20.02.2020

20 Febbraio 2020 ore 18.00 | Lavatoio Contumaciale – Piazza di Perin del Vega, 4 | Roma

Il 20 febbraio 2020 alle ore 18.00, con la mostra Transfusioni #20.02.2020  si riaprirà, dopo alcuni anni di interruzione (dovuti ai lavori di ristrutturazione dell’edificio), il Lavatoio Contumaciale. Sarà una grande festa dell’arte che vede coinvolti molti artisti, poeti, architetti e fotografi invitati a realizzare un omaggio a Costantino Dardi.

 

Transfusioni #20.02.2020 ha come protagonista Costantino Dardi (1936 Cervignano del Friuli, 1991 Tivoli), architetto noto in ambito internazionale per l’intreccio strettissimo sperimentato tra arte e architettura e per la totale revisione critica cui ha sottoposto la disciplina architettonica.   

 

L’omaggio a Dardi è legato all’antico sodalizio dell’architetto con Filiberto e Bianca Menna che gli affidarono nel 1974 l’arredamento dello spazio al cui interno, oltre alla seduta da lui progettata, campeggia la scultura (parete di separazione) che, con la sua forma semicilindrica e il suo candore introduce nello spazio evocazioni di un mondo primigenio. In mostra saranno esposti alcuni disegni del 1982 in cui Dardi rivela la sua attrazione per le forme pure: cubo, cilindro e sfera da cui nascono solidi architettonici dialoganti con la primarietà degli elementi naturali.  

A dialogare con la parete/scultura di Dardi con la versione site specific della sua performance Toni di pelle 2.0 sarà Francesca Fini, filmaker e performer romana che con un microscopio digitale collegato ad un computer scansionerà le cicatrici della sua pelle e quelle del muro per scrutare ciò che è invisibile agli occhi e tradurlo in echi sonori, creando una sinfonia immersiva di immagini e suoni generativi. 

 

In mostra saranno esposti i lavori, in formato 20x20 cm, di più di 60 fra artisti, poeti, architetti e fotografi.

Le opere presentate entreranno a far parte della collezione del costituendo Museo d’Arte Contemporanea di Salerno a cura della Fondazione Filiberto e Bianca Menna Centro Studi d’Arte Contemporanea.

Artisti in mostra

 Sabina Alessi, Caterina Arcuri, Carmelo Baglivo, Elena Bellantoni, Jacopo Benci, Tomaso Binga, Giorgia Bombino, Arianna Bonamore,         Ecke Bonk, Carlo Caloro, Ettore Consolazione, Karmen Corak, Teresa Coratella, Marzia Corteggiani, Fabrizio Crisafulli, Federica D’Ambrosio, Alberto d’Amico, Giovanni De Angelis, Michele De Luca, Giovanna De Santis Ricciardone, Giulia Del Papa, Federica Di Carlo, Franco Falasca, Luigi Filetici, Francesca Fini, Giovanni Fontana, Isabelle Fordin, Francesco Impellizzeri, Fabio Lapiana, Silvana Leonardi, Federica Luzzi, Roberta Maola, Claudio Marani, Michele Marinaccio, Verena Mayer Tasch, Grace Menach, Simone Micheli, Patrizia Molinari, Elisa Montessori, Stefanie Oberneder, Marco Palladini, Antonio Passa, Jasmine Pignatelli, Lamberto Pignotti, Donatella Pinocci, Pasquale Polidori,            Massimo Pompeo, Carlo Prati, Anna Maria Pugliese, Claudia Quintieri, Elvi Ratti, Monica Reali, Paola Romoli Venturi, Gabriele Rosa, Vincenza Salvatore, Patrizia Savarese, Franca Sonnino, Leo Strozzieri, Silvia Stucky, Naoya Takahara, Giovanna Talocci, Oscar Turco, Donatella Vici,  Maria Angeles Vila

In occasione del finissage previsto per il 12 marzo 2020 sarà presentato il catalogo cartaceo dell’intero ciclo di eventi realizzato da Transfusioni.

 

Il progetto Transfusioni, a cura di Anna D’Elia con il contributo di Bianca Menna, Silvia Stucky e Paola Romoli Venturi, collega in un percorso unico gli spazi del Lavatoio Contumaciale e dell’Archivio Menna/Binga aprendo un dialogo tra gli artisti presenti nell’archivio e il mondo culturale contemporaneo per favorire e sollecitare la trasfusione di idee, luoghi, contesti e soggetti di provenienze diverse con artisti italiani ed esteri. Transfusioni vuole essere un omaggio a Filiberto Menna ricordato, in ognuna delle mostre realizzate a partire dal 2016 dal gruppo Transfusioni, attraverso le citazioni degli artisti, le cui opere a lui dedicate sono conservate nell’Archivio.
 

INFO::

Lavatoio Contumaciale  Associazione Culturale diretta da Tomaso Binga/Bianca Menna 

Piazza Perin del Vaga 4,  00196 Roma 

inaugurazione: giovedì 20 febbraio 2020 dalle ore 18.00 alle ore 21.00

dal 21 febbraio al 12 marzo la mostra sarà visibile su appuntamento

Info: transfusioni2016@gmail.com | Bianca 06 36301333 | Paola 349 0637318 | Silvia 329 3544936

finissage:  giovedì 12 marzo 2020 dalle ore 18.00 alle ore 21.00
 

 

Transfusioni  ha il patrocinio della FUIS Federazione Unitaria Italiana Scrittori

Transfusioni  è un progetto ideato e curato da Anna D’Elia con il contributo di Bianca Menna, Silvia Stucky e Paola Romoli Venturi

“L’instabilità della forma - omaggio a Costantino Dardi” 2020

di Roberta Maola

Matita su carta 13/13 cm montato su supporto rigido adesivo

(Cornice 20/20 cm)

 

L’opera “L’instabilità della forma” è un disegno a matita su carta montato su supporto rigido adesivo. È stata realizzata per il progetto Transfusioni #20.02.2020, dedicato, per questa nuova edizione, al lavoro dell’architetto Costantino Dardi. Nel disegno sono raffigurati 4 solidi platonici (cubo, sfera, piramide e cilindro) realizzati con acqua ghiacciata. Nell’opera si è voluto indagare, partendo dalle forme predilette da Costantino Dardi, il rapporto tra forma geometrica ed elemento naturalistico, entrambi coinvolti in un dialogo continuo con le variazioni della luce e del tempo.

Approfondendo il pensiero dardiniano la mia attenzione si è concentrata particolarmente sull’analisi e sulla considerazione della responsabilità di un intervento architettonico, non più scollegato con ciò che è già presente sul territorio interessato dal progetto. Dardi, infatti basando il suo lavoro sulle composizione semplice e complessa di forme semplici, che facilmente si rintracciano in tutti gli elementi naturalistici, concepisce un progetto che si muove su due posizioni: de-costruire per poi ri-costruire.

Ispirandomi a questi concetti, ho scelto l’acqua come elemento naturalistico primordiale, componente essenziale di ogni organismo vivente e fonte di vita, cercando di dare corpo e forma a ciò che è fluido scontrandomi con l’instabilità della forma, in un precario equilibrio tra figurativismo e astrattismo.