Giulia Del Papa

Cinquantatré anni sette mesi e undici giorni notti comprese

Il titolo della mostra, tratto dalla conclusione dell’Amore ai tempi del colera,  rivela in modo chiaro il tema principale dell’esposizione, l’Attesa, scelto dall’artista per l’importanza che riveste nella sua vita e nell’elaborazione del suo pensiero creativo.

Quando chiesi a Roberta il motivo che la spingeva a voler dedicare la sua mostra a questo tema mi spiegò che, una volta superata la fase di iniziale fastidio, solo l’attesa come momento di forzata stasi dell’individuo consente una profonda introspezione e quindi di dar luce a pensieri e riflessioni che rischierebbero altrimenti di rimanere trascurati.

Per questo motivo la mostra è stata strutturata intorno a questo tema, a partire dall’allestimento in cui un ruolo centrale è rivestito dalla sedia, immagine/oggetto che per antonomasia rappresenta l’attesa.

L’idea nasce dall’opera scelta a simbolo della mostra in cui Roberta spinge sino al paradosso la raffigurazione, rimpicciolendo la sedia fino a farla entrare in un barattolo di vetro aperto, quasi a voler rappresentare la mente libera che finalmente accoglie e contempla ciò che l’attesa può donarle.

Volgendo lo sguardo alle altre opere è chiaro come questa si ponga nel solco di una ricerca strutturata e precisa, in cui la rappresentazione di immagini dall’affascinante perfezione formale catturano lo sguardo dello spettatore che si immerge, quasi inconsapevole, in un mondo paradossale che stimola la sua percezione e riflessione.

Non si tratta di una mera rappresentazione di un dato di realtà poiché il processo di elaborazione dell’immagine attraversa più fasi, dalla scelta compositiva della fotografia, all’elaborazione dell’immagine in post produzione e alla conclusiva realizzazione grafica.

Questo lungo percorso consente all’artista di ottenere delle opere che se da una parte rappresentano dati di realtà così veritieri da poter quasi avere la percezione tattile del materiale, dall’altra se ne distaccano per quell’elemento paradossale che stimola la riflessione di chi osserva.

L’esecuzione dell’opera caratterizzata da un tratto marcato e dall’accentuazione del contrasto chiaroscurale donano quell’ultima inconfondibile traccia dell’artista, che persegue l’intento di rappresentare nei modi dell’iperrealismo la propria personale idea di realtà.

 

Giulia Del Papa

Roma Luglio 2015